Le macchine per caffè in capsule stanno ormai conquistando il mercato italiano e quindi i modelli offerti si moltiplicano assieme alle loro funzioni e caratteristiche. Per cercare di capire cosa effettivamente le differenzia vediamo, inizialmente, di suddividere le macchine per capsule in macro-categorie.
La prima macro-divisione si può fare tra macchine in funzione del loro modo di caricare/scaricare la capsula, ovvero:
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Macchine manuali: con il braccetto porta filtro da caricare e scaricare a mano
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Macchine semiautomatiche: la capsula di caffè viene inserita nella macchina e scaricata, normalmente, tramite il movimento di una leva azionatrice del meccanismo espulsivo.
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Macchine automatiche: qui la capsula viene inserita nella macchina e da questa scaricata automaticamente in un cassettino raccogli capsule.
Le macchine manuali sono ormai obsolete e quindi le tralasceremo nella nostra analisi, così come le macchine automatiche sono ancora poco diffuse, e quindi
concentriamoci sulle macchine semiautomatiche. Queste ultime sono suddivisibili a loro volta in
1)
Macchine per capsule a inserimento direttoLe macchine a inserimento diretto prevedono l’introduzione della capsula direttamente a contatto con il gruppo termico della macchina. Questo avviene direttamente con le dita oppure tramite un apposito cassettino porta capsula. L’espulsione della capsula viene provocata dall’inserimento della nuova capsula dentro la macchina.
I
vantaggi di questo sistema diretto sono: una macchina più semplice come componentistica e quindi più “robusta” per via di questa sua “semplicità”, una temperatura più elevata durante la mescita del primo caffè, un funzionamento intuitivo.
Gli
svantaggi invece si possono riassumere in un inserimento difficoltoso (perché occorre “scacciare” l’altra capsula) e l’impossibilità di espellere la capsula usata se non si inserisce una nuova capsula.
2)
Macchine per capsule con gruppo di erogazioneLe macchine con gruppo di erogazione prevedono l’inserimento della capsula in un alloggiamento e, tramite una leva azionata a mano, si carica e scarica.
I
vantaggi di questo sistema sono: un inserimento della capsula facilitato e dolce, una capsula di caffè che lavora in una camera di infusione protetta, la possibilità di espellere la capsula a fine erogazione.
Gli
svantaggi invece sono un costo più elevato ed il primo caffè erogato di temperatura inferiore a causa del non-contatto tra gruppo termico e capsula.
A prescindere dal tipo di macchina, queste possono avere diversi gruppi termici e differenti pompe, vediamoli:Gruppi termici –
caldaieSono dei contenitori di metallo con una capacità di acqua variabile riscaldata da una resistenza a immersione nell’acqua o fusa nel materiale del contenitore.
I
vantaggi sono il costo contenuto e la possibilità di ricavare vapore dalla stessa caldaia con solo un termostato e un interruttore, mentre gli
svantaggi sono l’instabilità termica (poca massa in relazione alla quantità di acqua), maggiori rischi di perdite e la necessità di adottare valvole di sicurezza essendo un recipiente in pressione.
Gruppi termici -
scambiatori di calore (termoblocco)Lo scambiatore di calore è un blocco di materiale (generalmente di alluminio o ottone) con all’interno una resistenza attraversata da una percorso a spirale nel quale scorre l’acqua che viene istantaneamente riscaldata.
I
vantaggi sono la stabilità termica, nessuna possibilità di scoppio (con recipiente aperto), la minore possibilità di perdite e gli ingombri contenuti. Gli
svantaggi invece sono il costo, la necessità di una scheda elettronica che parzializzi la portata della pompa per generare vapore e la sensibilità al calcare.
PompeSi utilizzano pompe a 15 bar e a 20 bar max. Le pompe a 20 bar sono indispensabili nei sistemi dove occorre perforare la capsula, e di fatto sono diventate lo standard per i sistemi a capsula. Rimangono in uso le 15 bar nelle macchine ibride capsule/cialde/caffè)