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Caffè al ginseng: un’alternativa al classico espresso?

Sempre più amato da tutti gli appassionati, il caffè al ginseng è oggi una bevanda consumata nei bar durante il giorno. Un successo che solletica la curiosità: infatti, non tutti sanno quale sia l’origine di questa bevanda, i benefici e gli effetti sull’organismo.

Il ginseng, infatti, è una radice rinvigorente, energizzante e digestiva, considerata – nella tradizione asiatica da cui proviene – un rimedio quasi universale contro qualsiasi tipo di malattia o difficoltà. In particolare, si ritiene che il ginseng, nome che deriva dalla parola cinese “rensheng” che significa uomo, sia un prezioso alleato contro l’invecchiamento.

Proprio per le proprietà specifiche di questa radice è stata ideata una miscelazione specifica di caffè nero e ginseng, creando così quello che comunemente possiamo ordinare o degustare come: caffè al ginseng.

Vediamo quali sono le sue caratteristiche e che benefici della radice vengono tradotti anche nella bevanda.

Caffè al ginseng: di cosa si tratta?

Il caffè al ginseng, dunque, è prodotto infondendo i chicchi oppure la polvere di caffè con la radice della Panax quinquefolius, ovvero il tipo di ginseng americano. La radice ha un odore tenue e caratteristico, un sapore leggermente piccante e mucillaginoso che, inizialmente, è amaro, ma poi vira sul dolce.

Le radici possono essere lunghe dai 3,5 cm ai 20 e spesse tra 0,5 e 2,5 cm: spesso sono rastremate verso il basso e incurvate all’estremità. La superficie della radice è coperta da rugosità longitudinali e, nell’area superiore, si possono osservare degli anelli trasversali, più o meno marcati.

Dalla polvere della radice alle caffetterie di tutto il mondo, il passaggio oggi è breve. Ma è importante sottolineare che il caffè al ginseng è considerata come una bevanda di difficile classificazione. Infatti, può essere inclusa sia tra gli alimenti che tra gli integratori alimentari. Ciò che piace è, a tal proposito, la naturelezza della miscela che fa sì che il caffè al ginseng sia un’alternativa spesso preferita da chi è particolarmente sensibile a questo aspetto della dieta.

Caffè al ginseng contiene caffeina? Ecco gli ingredienti

Non esiste un’unica ricetta del caffè al ginseng, tuttavia in generale ci sono alcuni elementi ricorrenti che troviamo nella maggior parte delle versioni commerciali della bevanda:

  • Crema di latte che può essere sia di origine vegetale, che senza lattosio.
  • Zucchero, in quantità soggettivi in base al livello di dolcificazione della bevanda che vogliamo ottenere, considerando che, rispetto al caffè tradizionale, questo è meno amaro proprio per la presenza della polvere della radice.
  • Caffè istantaneo, contenente una dose benchè minima di caffeina che, dunque, è presente anche nel caffè al ginseng, ma in una quantità non ritenuta responsabile di una possibile dipendenza.
  • Estratto secco di ginseng, ovvero un estratto della radice, in polvere, che ne conserva le proprietà

Caffè al ginseng: benefici

Uno dei motivi per cui sempre più persone scelgono il caffè al ginseng è in virtù di alcuni benefici che caratterizzano questa bevanda e la differenziano dal classico espresso. Se in Oriente è molto consumato per via del potenziale afrodisiaco, non dimostrato scientificamente, in Occidente viene spesso impiegato per stimolare le funzioni mentali. Infatti, gli effetti benefici c’è una maggiore lucidità, reattività e vigilanza. Secondo alcuni ha un impatto positivo anche sulla capacità di memorizzare concetti o contenuti di vario genere.

Esistono a tal proposito alcuni studi scientifici che mirano proprio ad evidenziare le correlazioni tra le componenti del ginseng, anche nella forma di caffé, e il Sistema Nervoso Centrale. I risultati raggiunti fino ad ora affermano che la radice orientale esercita un’azione di modulazione dello stato di eccitazione dei neuroni, rendendoli così pronti a dare una risposta ottimale agli stimoli esterni ed interni.

Sempre dal punto di vista biologico, è stato riscontrato che alcune molecole contenute nel caffè al ginseng hanno un effetto vasodilatatore e, quindi, andrebbero a favorire anche la circolazione sanguigna. Questo aspetto, ancora non compiutamente ed esaustivamente indagato, aprirebbe un importante spiraglio terapeutico per tutti coloro i quali soffrono di ipertensione arteriosa.

I promotori del consumo di caffè al ginseng come alternativa alla bevanda tradizionale, inoltre, sottolineano come esistano anche altri benefici concreti per la salute che derivano proprio dalla radice. Per esempio, alcune ricerche scientifiche sembrano avallare l’ipotesi che i derivati dal ginseng modulino positivamente la glicemia, abbassandola naturalmente quando è elevata. Altri studi, invece, hanno osservato come la bevanda a base di chicchi di caffè e polvere di Panax quinquefolius possa contribuire ad un generale rafforzamento del sistema immunitario.

A chi è consigliato il caffè al ginseng?

Sembra assodato che il caffè al ginseng abbia concreti benefici sulla salute. In particolare, è consigliato a chi conduce uno stile di vita molto frenetico ed intenso, e ricerca un modo per rilassarsi e allentare la tensione. Infatti, soprattutto a differenza del caffè tradizionale, quello al ginseng contribuisce alla riduzione dello stress e della fatica, contribuendo ad un miglioramento dell’umore e della vitalità.

Tra gli altri benefici che possiamo osservare anche sul nostro stesso organismo, se decidiamo di integrare la nostra dieta con il caffè al ginseng va menzionato anche il fatto che migliora il senso di appetito e allevia il senso di stanchezza. Una vera e propria panacea per molti dei piccoli mali diffusi tra la popolazione. Ma tra tanti benefici, esistono anche delle controindicazioni al consumo di questa bevanda calda?

Caffè al ginseng: ha controindicazioni?

In generale, per chi gode di buona salute non esistono vere e proprie controindicazioni al consumo di caffè al ginseng, infatti la presenza di caffeina nella bevanda è talmente ridotta da escludere la possibilità di sviluppare una qualsiasi forma di dipendenza.

Tuttavia, un uso eccessivo – ovvero che superi le quattro tazzine al giorno – può provocare cefalee, insonnia, palpitazioni e un aumento della pressione arteriosa. A tal proposito, è bene ricordare che l’effetto può essere soggettivo e, di conseguenza, è buona norma far riferimento sempre ad un parere medico nel caso in cui si riscontrino questi sintomi.

Infine, è sconsigliato il consumo di caffè al ginseng per coloro i quali sono affetti da ipertensione grave, per chi soffre di ulcera duodenale e di insonnia grave. In questi casi, infatti, anche una quantità limitata della bevanda potrebbe avere conseguenze sgradevoli.

Come si consuma il caffè al ginseng

Dopo aver scoperto tutti i segreti e i benefici del caffè al ginseng non resta che rispondere ad un’ultima curiosità: come si consuma questa bevanda sempre più diffusa? La risposta è molto semplice: infatti, assomiglia al caffè tradizionale anche da questo punto di vista. Si può scegliere tra caldo, freddo, macchiato con latte, zuccherato o dolcificato, nonché come parte del cappuccino o del caffèlatte. La versatilità, infatti, è un’ulteriore caratteristica del caffè al ginseng che lo rende una perfetta alternativa per chi del caffè, in tutte le sue varianti, non vuole fare a meno.